· Esoterismo

Il cristianesimo e l’arte divinatoria

Epoka chrześcijaństwa a wróżenie

I primi secoli del cristianesimo furono un’epoca in cui all’antica eredità si diede un nuovo significato. I problemi del rapporto tra l’uomo e il mondo degli dèi e degli spiriti, tra il mondo visibile e quello invisibile, come la Fine del Mondo, la morte o la resurrezione, vennero riconsiderati alla luce della nuova era dei Pesci. Quasi ciascuno di questi temi gettò le basi di una nuova disciplina: l’escatologia divenne la dottrina della Fine del Mondo, la soteriologia la dottrina della salvezza e la tanatologia la scienza della morte.

All’inizio non fu merito dei nuovi cristiani: era semplicemente cominciata una nuova era. I primi cristiani erano persone senza istruzione, provenienti dagli strati più bassi della società e da un unico gruppo etnico, gli ebrei di Palestina.

In origine si trattava del cristianesimo dell’apostolo Pietro, futuro primo vescovo di Roma. L’apostolo Paolo, invece, proveniva da una famiglia ebrea ricca e colta. Pietro era l’apostolo degli ebrei e Paolo l’apostolo dei pagani, e predicò la parola di Dio in tutto il bacino del Mediterraneo. I maestri, allora, erano molti. Per un certo periodo, nel I secolo, la terza forza fu Simone di Samaria, detto anche Simon Mago.

Alle persone istruite di quell’epoca riusciva difficile limitarsi alla sola fede, come facevano i semplici. Tanto più che esistevano già scritti dedicati all’apocalisse, all’escatologia e all’ermetismo.

In quel periodo i cristiani cercarono di rielaborare questo sapere e di adattarlo alle proprie idee e necessità.

Nel 313 l’imperatore Costantino promulgò l’Editto di Milano, che riconosceva al cristianesimo pari diritti rispetto a tutte le altre religioni.

Divinazione e religione

Un anno dopo, il Palazzo del Laterano fu messo a disposizione del vescovo di Roma, che anticipò il futuro Vaticano.

Nacquero i primi ordini religiosi e le loro regole, e si cominciò a elaborare l’ascesi cristiana come mortificazione del corpo. Comparve una nuova categoria di persone: i santi cristiani. Si iniziò a creare una letteratura propria, teorie e sistemi di insegnamento, dai Vangeli, dagli Atti e dalle Lettere fino alle opere teoriche.

L’enorme quantità di testi e teorie accumulati, a volte ricercati e raffinati, talvolta paralizza gli studiosi e offre un ricco nutrimento alle menti che pensano in modo diverso.

I cristiani diedero un nuovo significato al quadrato, trasformandolo nella croce.

Nei primi secoli del millennio, accanto al cristianesimo, si distinguevano due principali correnti del pensiero esoterico: quella pluralista, che vedeva il cristianesimo come uno dei tanti insegnamenti sul mondo e sull’uomo, migliore di altri sotto certi aspetti e peggiore sotto altri, e quella monista, che considerava il cristianesimo l’insegnamento più importante, ma bisognoso di molte correzioni e integrazioni.

La prima era legata alla mistica filosofica del neoplatonismo, la seconda alla religione dello gnosticismo.

Nel II secolo d.C. nacque la Chiesa ortodossa di Alessandria, la cui fondazione è attribuita all’apostolo Marco. La Chiesa copta, sorta intorno al V secolo, fu opera del patriarca Dioscoro. Entrambe esistono ancora oggi. Anche ad Alessandria esistevano sette, i cui seguaci vengono chiamati gnostici. In questo caso per “setta” non si intende una comunità con credenze demoniache o false, ma piuttosto un gruppo estraneo alla corrente principale del cristianesimo (cioè l’attuale Chiesa cattolica).

Gli gnostici cercavano la Verità. Ne consideravano fondamento la Gnosi, “conoscenza, sapere”, “la conoscenza segreta di Dio, del mondo e della vera natura spirituale dell’uomo, rivelata dai profeti e custodita dalla tradizione esoterica”. Per gli gnostici Sabaoth era il Dio vero e inconoscibile, che aveva generato il Pleroma, la pienezza spirituale composta da sfere spirituali unite a coppie.

Un’altra “setta” erano i valentiniani. In origine erano cristiani di orientamento neoplatonico, ma ben presto si trasformarono in una scuola simile a quella pitagorica, dove si insegnavano i fondamenti della fede cristiana e, agli illuminati, la dottrina di Sabaoth e Yaldabaoth.

Valentino, fondatore del movimento, era un filosofo ebreo di Alessandria. Secondo i valentiniani l’uomo è composto da corpo, anima e intelletto. Il corpo viene dalla terra, l’anima dall’intelletto formato, da ciò che è creato. Tutto questo l’uomo l’ha ricevuto da Dio (il mondo delle emanazioni). Per questo esistono tre tipi di persone: spirituali, psichiche e somatiche.

In pratica, però, si occupavano di guarigione e astrologia, della scelta di talismani, amuleti e incantesimi vari.

Come i valentiniani, anche gli ofiti distinguevano un Dio superiore e uno inferiore, Sabaoth e Yaldabaoth, e veneravano il primo, ma sotto forma di serpente, simbolo di saggezza. Per questo Gesù era per loro soltanto un’altra incarnazione del serpente, l’eterno illuminato.

Le correnti di questo tipo erano tantissime. Per questo i primi filosofi della Chiesa si occuparono soprattutto di apologetica, cioè dell’elaborazione dei principi della filosofia religiosa cristiana e della loro difesa dalle eresie. Fra tutte le correnti filosofiche di quei tempi, era proprio il neoplatonismo a offrire ai nuovi filosofi cristiani l’apparato concettuale e categoriale più sviluppato.

Uno dei filosofi non cristiani più esoterici fu Giamblico (280-330), che formulò il dogma della concordanza universale della conoscenza occulta di tutti i tempi e di tutti i popoli. Ebbe una grande influenza sullo sviluppo dell’occultismo e sui cabalisti cristiani e altri esoteristi occidentali del Rinascimento.

Giamblico distingue anche tra esoterismo e religione e tra esoterismo e filosofia, ponendo l’esoterismo al di sopra della filosofia.

Si occupava inoltre di magia, astrologia, divinazione e della pratica dell’ascesa estatica nelle sfere soprasensibili.

La figura più importante tra i Padri della Chiesa di quell’epoca fu sant’Agostino, che dopo una lunga ricerca trovò e diede ai dogmi cristiani un significato profondo. Si concentrò su due temi: il Regno di Dio e la Salvezza.

Fu non solo l’inizio della concezione teologica della Chiesa trionfante e della Chiesa militante, ma anche l’inizio di un cristianesimo esoterico, i cui obiettivi coincidono con quelli del buddhismo, dove la via della Salvezza è aperta a tutti.

Sant’Agostino riteneva che solo la grazia divina potesse guarire l’anima malata dell’uomo. Per ottenerla bisogna tendere alla conoscenza di Dio, e per questo occorre conoscere se stessi.

Nel V secolo il cristianesimo si consolidò definitivamente, diventando multinazionale. Tra i nuovi cristiani non c’erano più ebrei. Si formò il canone dei quattro Vangeli, delle 21 lettere, degli Atti degli Apostoli e dell’Apocalisse.

Fu introdotto un nuovo computo del tempo, a partire dalla nascita di Cristo. Lo gnosticismo in quel periodo si spense, perché il cristianesimo era presente in quasi tutti gli stati europei. Nel VI secolo il cristianesimo dichiarò pagano il platonismo e l’Accademia platonica fu chiusa.

Tra il X e l’XI secolo i crociati conquistarono antichi templi pagani trasformandoli in chiese cristiane. Per oltre duecento anni i crociati non riuscirono a dominare l’Oriente e furono cacciati dalla Terra Santa dai saraceni, cioè dagli arabi.

I cavalieri riportavano da quelle terre racconti di scienza, mistica, magia, magia nera, vampiri e della terribile forza della maledizione di una donna, che scossero la fede dei cristiani. Portarono con sé anche il culto del Diavolo, che mirava alla rovina dei buoni cristiani.

Gli ordini cavallereschi e monastici, più di venti, furono fondati all’epoca delle crociate per difendere i luoghi santi e le missioni cristiane. Ricevevano la benedizione del papa e, col tempo, di regola diventavano organizzazioni influenti.

Solo pochi si dedicavano allo studio dell’esoterismo orientale, e dopo la distruzione dell’ordine dei Templari questi studi furono abbandonati.

I Templari erano un ordine cavalleresco fondato da Ugo di Payns e Goffredo di Saint-Omer. Volevano mantenere sulla terra la pace e l’unità di tutti i popoli, e a questo scopo conducevano ricerche esoteriche e cercavano una Chiesa universale basata sugli insegnamenti gnostici. Dagli gnostici presero il simbolo dell’androgino nel suo significato originario, immagine dell’unità dell’intero universo. Il problema era che aveva la testa di caprone: corna, barba e orecchie formavano il maledetto pentagramma. Per questo i vescovi cristiani lo associavano al Diavolo. I Templari lo chiamavano Bafometto. Con questo termine indicavano l’emanazione del “noi” universale, un vento astrale capace di guidare le persone sulla via del perfezionamento, verso la pace e la fratellanza universali. Lo pagarono caro: furono accusati di aver abbracciato l’islam e dichiarati eretici.

Le divinità con le sembianze di caprone (divinità dell’abbondanza e della festa) erano un problema per la Chiesa, che cercò quindi di farne l’incarnazione del Diavolo e del male, e ci riuscì.

Col tempo si cominciarono a bruciare sul rogo le streghe, cioè le donne che praticavano la magia. Erano donne innocenti, vittime della paura, dell’isteria e di una Chiesa cattolica allora senza freni. Venivano torturati anche gli ebrei, considerati portatori di un sapere diabolico. Tutte le divinità e gli spiriti pagani furono identificati con il Diavolo. Per necessità nacque l’esorcismo, cioè l’insieme delle tecniche per scacciare il diavolo o i suoi aiutanti dalle persone possedute. Se ne occupavano soprattutto cistercensi, domenicani e gesuiti.

Il Diavolo fu creato dalla Chiesa cattolica per i propri scopi: dominare il popolo e distruggere completamente l’antico sapere e gli antichi culti.

Il popolo semplice credette nella magia nera e nelle streghe, mentre le persone istruite decisero di affrontare la questione per conto proprio.

Cominciarono a raccogliere e studiare antichi libri ebraici, arabi e greci. I laici lo pagavano con l’esilio o il carcere. In quei tempi la Chiesa si sbarazzò di studiosi e pensatori come Alberto Magno, che elaborò il primo oroscopo del concepimento, l’alchimista Arnaldo da Villanova, autore di molte opere di medicina, alchimia e magia, e il francescano Raimondo Lullo, che per primo si accostò alla Cabala ed elaborò un sistema filosofico-mistico.

Il monaco benedettino noto come Tritemio raccolse una grande biblioteca di alchimia, magia e altre scienze esoteriche.

Un altro personaggio celebre fu Paracelso, che applicò alla medicina le teorie di Agrippa. Dimostrò che tra la natura e l’uomo esiste un legame stretto, e che quindi la conoscenza dell’una e dell’altro forma un tutto inscindibile.

Un seguace di Paracelso, Michel de Nostredame, cioè Nostradamus, era medico e anche visionario. Vedeva il futuro, ma poteva descriverlo soltanto con i termini del suo tempo. Certi concetti allora non esistevano nemmeno, perché non esistevano le cose corrispondenti. Per questo usava un linguaggio allegorico.

Prima pubblicazione (originale polacco): 27 maggio 2012. Scritto da astrologi ed esperti di esoterismo che collaborano con la nostra redazione; rivisto e tradotto per HOROSCOP.SPACE. © Tutti i diritti riservati.

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