Tentativi di predire il futuro, di comunicare con i morti o di leggere nel pensiero si facevano già nella più remota antichità. Stregoni, indovini e astrologi erano presenti in tutte le culture antiche conosciute, dove spesso svolgevano il ruolo di sacerdoti. La magia, compresa la divinazione, conviveva per lo più con la religione. Così accadeva presso gli antichi Babilonesi, Egizi, Cananei, Greci, Romani e Celti, e tra i popoli dell’Africa, dell’Australia e delle due Americhe. Le tecniche divinatorie sono note e praticate anche in molte religioni del mondo nate in India e in Cina: buddhismo, taoismo e induismo.
L’unica eccezione nota sono le fedi fondate sulle credenze degli antichi Ebrei (ebraismo, cristianesimo, islam), per via dell’immagine molto particolare del mondo spirituale che hanno ripreso dall’Antico Testamento.
Il mondo spirituale nell’Antico Testamento
Il contatto con gli spiriti dei morti era impossibile, perché questi se ne andavano in una terra di sonno e di oblio chiamata sheol (Genesi 37,35; Salmi 6,6; 89,49; Qoèlet 9,10; Isaia 38,18). Dio permetteva ai morti di comunicare con i vivi solo in circostanze del tutto eccezionali (1 Samuele 28), mentre negli altri casi si trattava di contatti con spiriti demoniaci che si spacciavano per i defunti (Isaia 8,19): per questo l’Antico Testamento definisce lo spiritismo e la divinazione un adulterio spirituale (Levitico 20,6).
Predire il futuro spettava ai profeti di Yahweh, ma Mosè avvertiva che talvolta anche i profeti di altre divinità ci sarebbero riusciti (Deuteronomio 13,2-3), e che dietro di loro c’erano spiriti demoniaci (Deuteronomio 32,17). Per questo Mosè vietò qualsiasi pratica occulta (Deuteronomio 18,10-11), e i profeti successivi condannarono l’astrologia e la chiaroveggenza (Isaia 47,13; Geremia 27,9; Michea 3,7; Zaccaria 10,2).
Leggere nel pensiero altrui e conoscere fatti nascosti della vita di qualcuno era possibile solo per rivelazione divina, perché soltanto Dio conosce la profondità del cuore umano (Genesi 41; 1 Re 8,39; Salmo 139; Daniele 2). Gli spiriti demoniaci che si aggiravano sulla terra, però, potevano trasmettere parte del loro sapere a chi praticava le varie forme di occultismo (Giobbe 1,7; 2,2; Deuteronomio 18,14).
Per questi motivi la legge mosaica puniva la divinazione con la morte, e in pratica tutti gli occultisti venivano cacciati da Israele (1 Samuele 28,3; 2 Re 23,24; Zaccaria 13,2).
Col passare del tempo, tuttavia, l’ebraismo adottò la cabala, che è una forma di divinazione.
Il cristianesimo condannò ogni pratica occulta (Atti 19,19; Galati 5,20; Apocalisse 22,15), ma al tempo stesso respinse le sanzioni penali della legge mosaica (Giovanni 8,3-11). Quando nell’antica Roma il cristianesimo divenne religione di Stato, si tornò ai principi dell’Antico Testamento, reintroducendo nel IV secolo la pena di morte per chi praticava qualsiasi forma di astrologia. Nel Medioevo molte donne sospettate di divinazione furono arse sul rogo, soprattutto per opera dell’Inquisizione. All’inizio vi si opposero soltanto i membri delle confessioni protestanti pacifiste (valdesi, anabattisti hutteriti, quaccheri). In Polonia gli ultimi processi conclusi con il rogo di streghe si tennero nel XVIII secolo.
Anche il Corano (5,3 e 5,90) vieta ai fedeli di Allah di praticare la divinazione.
Prima pubblicazione (originale polacco): 13 gennaio 2009. Scritto da astrologi ed esperti di esoterismo che collaborano con la nostra redazione; rivisto e tradotto per HOROSCOP.SPACE. © Tutti i diritti riservati.
