· Esoterismo

Le grandi civiltà antiche del Sud America

Wielkie starożytne cywilizacje Ameryki Południowej

Quando si parla di civiltà precolombiane, i nomi che tornano più spesso sono quelli di Maya, Aztechi e Inca. Pochi sanno, però, che prima di loro esistevano altre civiltà.

I Maya abitavano la penisola dello Yucatán e la parte meridionale del Messico, gli Aztechi la Valle del Messico, mentre gli Inca occupavano la regione andina centro-occidentale del Sud America.

Tra le culture preincaiche più antiche meritano attenzione:

  • La civiltà indigena Chavín. Questa civiltà ci ha lasciato grandi opere artistiche e credenze che sono giunte fino ai giorni nostri. Le sue credenze riguardano le origini mitologiche del mondo.

Questa cultura comparve intorno al 900 a.C. e il suo declino si colloca più o meno attorno al 200 a.C.

Il nome Chavín deriva dal suo centro culturale più celebre, Chavín de Huántar. Sulle origini della cultura Chavín sono state avanzate molte teorie; la più accreditata sostiene che derivasse dagli Olmechi. Tra le sue realizzazioni ci sono edifici in pietra e bassorilievi.

Si costruivano templi e ci si specializzava nell’oreficeria.

La cultura Chavín influenzò profondamente le civiltà successive nella sfera religiosa. La divinità più importante di Chavín, un dio con zanne e artigli felini, ricomparve nelle culture successive per molti secoli.

  • La civiltà che precedette l’arrivo degli Inca: i Moche (Mochica). Questa civiltà è famosa per la sua arte e per la ceramica, e prende il nome dalla valle del Moche, dove si sviluppò.

I Moche non conoscevano la scrittura e l’unica fonte di conoscenza su di loro sono le raccolte di ceramiche. Nessun’altra cultura portò l’arte del vasaio a una tale perfezione. Le loro opere erano ricche di simboli e di colori, ottenuti con pigmenti naturali, e sulle ceramiche si possono vedere numerose scene erotiche. Il tramonto di questa cultura risale all’800 d.C. circa; le subentrò lo stile della cultura Chimú, che durò fino all’invasione degli Inca nel XV secolo.

Gli Inca svilupparono un’imponente macchina amministrativa statale e un grande esercito. Sul piano culturale si ispirarono ai loro predecessori.

Dopo l’800 d.C. fiorì anche la cultura di Tiahuanaco. I suoi abitanti eressero costruzioni imponenti, sulle quali raffigurarono le loro leggende.

Secondo la leggenda, fu il dio Viracocha a compiere l’atto della creazione del mondo. La sua prima opera sarebbe stata una terra priva di luce, abitata da giganti di pietra. Quel mondo però non piacque al creatore, che vi mandò un diluvio. Un altro mito racconta che il creatore fece il Sole, la Luna e le stelle, e poi modellò con l’argilla gli uomini e gli animali.

In queste civiltà si radicò profondamente lo sciamanesimo, che sopravvive ancora oggi in Sud America. Gli sciamani erano chiamati curanderos, cioè guaritori. Si dice che il curanderismo sia qualcosa di più della semplice guarigione e della medicina delle erbe: è anche una filosofia di vita nata dallo sciamanesimo, fondata sul vivere in armonia con la natura, con il proprio corpo e con il Cosmo.

Occorre mantenere l’equilibrio tra questi piani. Se una persona perde questo ritmo, soffre, si ammala e non riesce a far fronte alla vita di tutti i giorni.

Gli sciamani aiutavano le persone a ritrovare l’equilibrio tra questi mondi. Si occupavano anche di curare l’anima e il corpo, di prevedere il tempo e di sciogliere gli incantesimi.

Oggi le pratiche dei curanderos diventano di anno in anno sempre più popolari.

I misteri della vita degli Inca

Gli Inca avevano un sistema di governo dispotico molto complesso. Si credeva che i capostipiti della stirpe inca fossero stati creati dal dio Sole, Inti, e ogni sovrano inca era considerato figlio del dio Sole. Per preservare l’origine divina, i sovrani sposavano le proprie sorelle: questi matrimoni incestuosi erano ammessi. Le unioni tra consanguinei, protratte per molti decenni, finirono per indebolire il patrimonio genetico della dinastia.

Oltre alla moglie principale, il sovrano (il Sapa Inca) aveva molte mogli di secondo rango, che in realtà erano concubine. La poligamia era consentita solo agli alti funzionari; il resto della società era tenuto alla monogamia.

Gli oggetti usati dal sovrano dovevano essere bruciati, perché erano “contaminati” dalla sua sacralità. Dopo la morte del sovrano il suo palazzo restava suo, e non passava al successore. La morte del re veniva celebrata con grande solennità: mogli e concubine o i servitori prediletti venivano uccisi e sepolti insieme al monarca defunto.

La teocrazia si reggeva sul potere del sovrano, il Sapa Inca, e su tutto l’apparato burocratico e sacerdotale. Il Sommo Sacerdote apparteneva alla famiglia reale ed era chiamato Villac Umu.

Le guerre con i vicini erano una costante nella vita degli Inca, e molte venivano combattute in nome della “difesa del culto del Sole”. In guerra andavano circa 200.000 guerrieri. Il guerriero godeva di una posizione sociale piuttosto elevata e l’esercito era molto ben organizzato e addestrato. I guerrieri in servizio attivo ricevevano una paga dallo Stato, mentre i vicini si occupavano delle loro terre. Nell’esercito si masticavano foglie di coca. Durante le guerre gli eserciti inca cercavano di non uccidere gli avversari: gli Inca facevano prigioniere le popolazioni degli altri popoli. Per i Moche come per gli Aztechi, invece, i prigionieri erano destinati al sacrificio agli dèi; quando mancavano prigionieri da sacrificare, si sacrificavano i propri cittadini. Gli Aztechi credevano che la loro missione fosse nutrire il dio Sole con il suo cibo: il sangue.

Gli Inca avevano un sistema sociale molto interessante. Il gruppo più numeroso era quello dei contadini, che coltivavano la terra insieme alle loro famiglie. Da ogni cittadino ci si aspettava che formasse una famiglia al momento giusto: per un uomo entro i 23 anni, e se non sceglieva una moglie lo aiutava un funzionario. Per le donne il periodo previsto era tra i 18 e i 20 anni.

In un giorno e in un anno stabiliti si disponevano le donne in una fila e gli uomini in un’altra, e li si univa con le preghiere dei sacerdoti.

Esisteva anche un cosiddetto periodo di prova, durante il quale l’uomo partecipava ai lavori nella casa della ragazza scelta e viveva con lei. I rapporti prematrimoniali erano ammessi e la verginità non aveva importanza ai fini del matrimonio. Alla morte della moglie seguiva un anno di lutto, dopo il quale l’uomo poteva prendere in moglie un’altra donna.

Lo sciamanesimo nella civiltà inca

Nella cultura inca la vita religiosa ruotava attorno alla figura dello sciamano, la cui vocazione poteva nascere in modi diversi: per eredità, per nomina da parte di un altro sciamano o per volontà degli spiriti. Il compito dello sciamano era curare il corpo e l’anima delle persone. Ogni sciamano aveva un proprio spirito guardiano, che lo accompagnava nei riti e lungo tutto il cammino della vita. Capitava che un essere spirituale femminile visitasse lo sciamano in sogno e si unisse a lui: questo significava la trasmissione del potere allo sciamano.

Nel loro lavoro gli sciamani si servivano del potere degli animali e dei defunti.

Entrando in trance, lo sciamano si trasformava nel suo avatar oppure ne veniva posseduto, quasi “divorato”. Lo sciamano poteva entrare in contatto con spiriti e forze maligne. Le malattie poteva curarle anche un guaritore, ma solo uno sciamano era in grado di ritrovare l’anima rapita di una persona.

Il cammino del candidato sciamano passava attraverso tormenti e sofferenze. Si diceva che, nella sua morte iniziatica, il corpo dello sciamano venisse smembrato fino alle ossa, perché si credeva che le ossa fossero il simbolo della vita. Il corpo smembrato veniva poi ricomposto e gli organi tornavano al loro posto; spesso nel corpo veniva inserito un cristallo, simbolo di grande potere. In quel momento lo spirito dello sciamano comunicava con l’aldilà. Quel luogo era indicato come axis mundi, ovvero il luogo sacro, il centro del mondo.

Questo centro era chiamato Albero Cosmico. Il viaggio dello sciamano verso gli altri mondi veniva avviato con piante inebrianti, digiuno, mortificazioni, meditazione, canti o suoni.

Si usavano piante allucinogene come la vilca, il tabacco, il cactus San Pedro, la brugmansia e l’ayahuasca.

Prima pubblicazione (originale polacco): 28 marzo 2010. Scritto da astrologi ed esperti di esoterismo che collaborano con la nostra redazione; rivisto e tradotto per HOROSCOP.SPACE. © Tutti i diritti riservati.

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