Le idee e le conquiste degli antichi Greci sono parte integrante della storia culturale europea. È interessante conoscere anche le loro tradizioni religiose ed esoteriche e le credenze dei popoli che gli autori greci chiamavano “barbari”.
Nota redazionale: questo articolo combina informazioni storiche con interpretazioni esoteriche successive. Le “ere astrologiche”, i cicli planetari e alcune corrispondenze tra divinità appartengono a letture astrologiche, non a spiegazioni storiche o scientifiche dimostrate. “Barbari” è qui una denominazione usata dalle fonti greche per i popoli non greci, non una categoria attuale.
Per conoscere un’altra pratica divinatoria citata nell’articolo, leggi anche la pagina sulla lettura delle carte classiche.
Dei, templi e oracoli
Nel modello astrologico delle ere ripreso dal testo originale, alcuni autori collocano la fine della cosiddetta “Era dell’Ariete” nel VI secolo a.C., un periodo di grandi trasformazioni religiose e filosofiche in diverse regioni. I Greci veneravano un vasto pantheon: divinità legate al cosmo e alla natura, ma anche altri dèi, spiriti ed eroi. Avevano sacerdoti, luoghi di culto, templi e altari.
I Greci chiedevano agli dèi intercessione e consiglio. Si recavano in un santuario, versavano l’offerta o il compenso richiesto e, dopo un certo tempo, ricevevano la risposta di un sacerdote o di una sacerdotessa. Questi luoghi erano chiamati oracoli; il termine latino oraculum poteva indicare la risposta o il luogo della consultazione. Si cercavano presagi anche nel volo degli uccelli, nell’ambiente e nei fenomeni naturali, nella cera, nel canto del gallo e in molti altri modi.
Medicina, magia e Ippocrate
Dopo le guerre persiane, la cultura greca entrò in contatto con l’astrologia, la chiromanzia, la magia e la demonologia. I medici dell’antichità ricorrevano anche a formule rituali e preparati a base di erbe. I malati si recavano nei santuari e vi portavano offerte affinché potessero guarire.
Ippocrate visse all’incirca tra il 460 e il 370 a.C. La teoria dei quattro umori — flegma, sangue, bile gialla e bile nera — compare in testi della tradizione medica ippocratica e fu in seguito collegata alla dottrina dei quattro temperamenti: sanguigno, flemmatico, collerico e malinconico. Il giuramento di Ippocrate viene spesso accostato a ideali di etica e di non nuocere. Una formulazione ripresa in sintesi esoteriche recita: “Mi impegno a condurre una vita pura e morale e a coltivare la mia arte, evitando di causare qualsiasi danno o ingiustizia”; si tratta di una parafrasi, non di una citazione letterale del giuramento antico.
Le regole sull’uso di formule rituali e sulla magia variavano secondo i luoghi e i periodi. Alcune fonti distinguono i taumaturghi, cioè gli operatori di prodigi, dai goētes, termine riferito a praticanti di magia rituale o ritenuta dannosa. Secondo alcune interpretazioni, i primi erano aiutati dagli dèi e i secondi da demoni malvagi; questa distinzione riflette antiche credenze e non descrive in modo oggettivo l’esistenza di forze soprannaturali.
Misteri e orfismo
I culti misterici avevano un ruolo importante nella religione greca. Molti erano legati a feste in onore di Demetra, Cibele, Dioniso e altre divinità associate alla nascita, alla fertilità e alla morte. Racconti antichi e interpretazioni successive descrivono processioni con fiaccole e immagini divine, formule rituali, guarigioni considerate miracolose e partecipanti in stato di estasi. Col tempo nacquero associazioni riservate, alle quali potevano accedere soltanto gli iniziati.
Gli orfici erano una di queste tradizioni. Scelsero Orfeo come patrono e, secondo i racconti antichi, avevano scuole con regole di ascesi e disciplina rigorosa. Una versione della cosmogonia orfica, il racconto cioè sull’origine dell’universo, narra che Fanes nacque da un uovo deposto nell’acqua. Divinità della luce e del ciclo annuale, Fanes era rappresentato tra serpenti e i dodici segni dello zodiaco.
Gli orfici veneravano in particolare Dioniso, associato ai culti della fertilità. Alcuni racconti distinguono due figure poi riunite: Dioniso-Bacco, legato al vino, e Dioniso Zagreo, presentato in alcuni miti come grande cacciatore e figlio del Serpente. In queste versioni Bacco raggiunge l’Olimpo, mentre Zagreo muore. Era venerato anche Apollo, che tradizioni successive associarono alla luce solare e all’armonia.
La religione greca non aveva una dottrina unica e uniforme dell’Assoluto o di un solo Dio supremo. Zeus occupava tuttavia il posto più alto in molte versioni del pantheon.
Pitagora e il mistero dei numeri
Pitagora (circa 570–490 a.C.) fu una celebre figura greca, legata alla matematica, alla filosofia e agli insegnamenti religiosi. La tradizione esoterica lo definisce spesso padre della numerologia. Racconti posteriori gli attribuiscono viaggi e studi in Egitto, Babilonia e Persia; i dettagli di questi viaggi sono discussi dagli studiosi. In seguito fondò una scuola a Crotone, nell’Italia meridionale. Secondo alcune biografie antiche, i nuovi allievi prestavano voto di silenzio per un periodo dai due ai cinque anni. Diventavano poi akousmatikoi, ascoltatori esterni, e seguivano le lezioni da dietro una tenda. Più avanti, alcuni erano chiamati mathēmatikoi, allievi interni, e dopo una purificazione potevano partecipare ai misteri.
Pitagora non lasciò scritti conosciuti; molte idee a lui attribuite sono giunte fino a noi attraverso allievi, autori successivi e scuole che svilupparono il pitagorismo. Platone e Apollonio di Tiana compaiono in tradizioni successive sulla trasmissione e sull’interpretazione di questi insegnamenti, ma ciò non significa che siano stati entrambi allievi diretti di Pitagora.
Per i pitagorici, il numero era uno strumento fondamentale per conoscere il mondo e rappresentava anche simbolicamente oggetti e concetti. Le lettere dell’alfabeto potevano essere associate a valori numerici e la somma dei valori di una parola riceveva un’interpretazione simbolica. Queste pratiche sono tra le radici storiche della numerologia.
“Il mondo è armonia”, insegnavano i pitagorici. Studiarono i rapporti matematici tra gli intervalli musicali e li collegarono, nella loro cosmologia, agli elementi, alle figure geometriche e ai corpi celesti. Alcuni sistemi pitagorici ne contavano dieci, ma quell’elenco non corrisponde al modello astronomico attuale.
Cosmo, anima e metempsicosi
Alcuni filosofi greci descrivevano il cosmo come un essere vivente. Il Sole era associato al fuoco e alla forza vitale dell’universo. Gli stoici Crisippo e Posidonio insegnavano che il cosmo fosse razionale e permeato dal pneuma, un principio spirituale, e che l’anima umana ne facesse parte. Altre correnti, soprattutto orfiche e pitagoriche, sostenevano la trasmigrazione dell’anima dopo la morte e la sua rinascita in un altro corpo, come percorso di graduale purificazione. I Greci chiamavano questa dottrina metempsicosi. Le scuole antiche non condividevano un’unica concezione dell’anima o della vita dopo la morte.
I popoli che i Greci chiamavano “barbari”
I Greci usavano la parola “barbaro” per indicare chi non era greco; il termine poteva avere anche una connotazione dispregiativa. Tra i popoli conosciuti dai Greci alla fine della cronologia astrologica dell’Era dell’Ariete e all’inizio dell’Era dei Pesci figuravano gli Egizi, popoli semitici e i Persiani. Questa sezione riguarda soprattutto i popoli dell’Europa centrale, occidentale e settentrionale, la cui storia si intreccia con le migrazioni della tarda antichità, comprese quelle del V secolo d.C., dopo l’indebolimento dell’Impero romano d’Occidente.
Il testo originale interpreta periodi vicini ai cinquecento anni attraverso cicli planetari, non con la precessione degli equinozi. Nettuno impiega circa 165 anni per orbitare attorno al Sole e Plutone circa 250; le loro congiunzioni avvengono a intervalli di circa cinque secoli. Alcuni astrologi moderni associano questi cicli a grandi trasformazioni, ma si tratta di un’interpretazione astrologica, non di una causa storica dimostrata. La cristianizzazione dell’Europa avvenne nel corso di molti secoli e in modi diversi a seconda delle regioni. Collegarla al passaggio simbolico dall’Ariete o dal Toro ai Pesci è una lettura esoterica, non una spiegazione storica condivisa.
Celti, Germani e Scandinavi
Tra i popoli dell’antichità c’erano gruppi celtici, germanici e scandinavi. Alcuni Celti migrarono in Asia Minore, dove furono chiamati Galati; comunità celtiche vissero anche in alcune zone d’Italia, della penisola iberica e di altre regioni. Nel corso del tempo i popoli e le lingue celtiche si trovarono in diverse aree d’Europa. Oggi il gallese, il bretone e l’irlandese sono tra le lingue e culture di eredità celtica.
Stabilendosi nelle antiche province romane, diversi popoli adottarono elementi delle culture locali; alcune comunità finirono anche per abbandonare la propria lingua. Autori romani e interpretazioni successive accostarono divinità di popoli diversi: Thor a Giove, Tyr a Marte, Odino o Wotan a Mercurio e Freyja a Venere. Queste equivalenze, chiamate interpretatio romana, non significano che le divinità fossero identiche.
I racconti sui popoli germanici e dell’Europa settentrionale menzionano spiriti ed esseri soprannaturali. Ondine, coboldi, elfi e silfi appartengono però a tradizioni folkloriche di epoche e origini diverse, non a un unico sistema religioso antico. I Celti usavano la scrittura ogamica; i popoli germanici impiegavano le rune.
Druidi e feste del fuoco
I druidi erano specialisti religiosi degli antichi Celti in Gallia, Britannia e Irlanda; le nostre conoscenze derivano soprattutto da fonti antiche e tradizioni successive. I racconti attribuiscono loro la custodia del sapere e delle leggende, la conduzione dei riti, la preparazione di rimedi e miscele di erbe, l’interpretazione dei segni e l’insegnamento agli allievi. Beltane si celebrava intorno alla notte tra il 30 aprile e il 1º maggio; Samhain tra il 31 ottobre e il 1º novembre. Alcune interpretazioni popolari collegano queste feste alla successiva immagine del sabba delle streghe, ma una continuità storica diretta non è dimostrata.
Dall’archivio delle nostre riviste esoteriche. Scritto da astrologi ed esperti di esoterismo che collaborano con la nostra redazione; rivisto e tradotto per HOROSCOP.SPACE. © Tutti i diritti riservati.
