Oggi, in un’epoca di grande sviluppo della scienza e della tecnica, siamo in grado di controllare e prevedere il corso della vita. Secondo gli scienziati non abbiamo bisogno di preghiere, religioni o sacrifici per esercitare un potere sul futuro.
Negli ultimi quattro secoli l’essere umano è riuscito a spiegare, grazie alla ricerca scientifica, l’origine dell’umanità e l’origine del mondo. Mai prima d’ora l’uomo aveva compiuto così tante scoperte mozzafiato nel campo della spiegazione dei diversi aspetti del mondo naturale.
Eppure le superstizioni, cioè la fede in qualcosa di profondamente innaturale e non scientifico, restano per noi molto importanti. Perché allora nessuno ascolta gli scienziati, che sostengono che credere in simili fenomeni sia del tutto infondato?
Esistono superstizioni di carattere religioso (Dio, angeli, demoni, paradiso, inferno e così via) e superstizioni di carattere laico (per esempio telepatia, chiaroveggenza, percezione extrasensoriale).
Ogni religione si basa sulla fede nel soprannaturale, ma non ogni superstizione ha origine nella religione. È una distinzione molto importante, perché da molti anni si discute delle somiglianze e delle differenze tra religione, scienza e soprannaturale.
È curioso che le credenze religiose vengano considerate sacre, miracolose e non soggette all’analisi scientifica. Per svolgere la sua funzione, la religione deve offrire la prospettiva di una realtà staccata dalla vita di tutti i giorni, e non appellarsi alle leggi naturali.
Altrimenti potrebbe rivelarsi semplicemente poco attraente per le persone. I fedeli hanno bisogno di un elemento spirituale che li faccia sentire eletti.
Le superstizioni, invece, sono comunemente considerate fenomeni reali che la scienza ha semplicemente trascurato. In realtà tutte le superstizioni laiche sono state studiate a fondo dalla scienza, che le ha respinte.
Il motivo per cui le persone credono nelle superstizioni sta nella sfera dell’esperienza. Sulle superstizioni la scienza, semplicemente, non ha alcuna presa.
La fede in sé svolge un ruolo importante nella scienza, nella religione e nelle superstizioni. Tutte si occupano di ciò che va oltre il naturale, ma con materiali di ricerca diversi. La scienza si serve di esperimenti e osservazione. Le superstizioni si appellano all’esperienza personale e all’intuizione. La religione, invece, attinge alla cultura, alle testimonianze e ai racconti personali.
Nella religione troviamo un elemento soprannaturale, ma non ogni fenomeno soprannaturale ha carattere religioso. Si può essere atei e credere comunque di possedere qualità che vanno oltre il mondo dei fenomeni naturali, senza bisogno di credere in Dio. Di solito gli atei dicono di non credere in Dio, ma spesso credono nelle proprietà soprannaturali dell’essere umano e del mondo che li circonda. Si possono allora chiamare atei? In fondo, in qualcosa credono, no?
Come dicevo, le superstizioni nascono dalle nostre esperienze, ma possono anche comparire spontaneamente nei bambini durante la crescita, come sottoprodotto naturale della struttura della mente. Il bambino piccolo è predisposto fin dall’inizio a credere nelle cose impossibili, e genitori e società lo assecondano leggendogli fiabe e raccontandogli storie fantastiche. Crescendo, il bambino comincia a vedere le cose in modo diverso e capisce che cosa per lui è possibile e che cosa no.
A volte ridiamo del fatto che, quando dimentichiamo qualcosa a casa e torniamo a prenderla, ci sediamo un attimo prima di uscire di nuovo perché non ci succeda nulla. Quando nessuno guarda, non passiamo sotto una scala ma le giriamo intorno. Evitiamo i gatti neri, convinti che se ci attraversano la strada ci aspetta qualcosa di spiacevole. Le superstizioni di questo tipo sono tantissime, e ognuno col tempo se ne crea di proprie, a volte senza nemmeno pensarci.
La struttura della mente umana fa sì che alcune idee ci sembrino ovvie e altre no. La struttura della mente è, in altre parole, il modo in cui è progettato il cervello umano per comprendere il mondo e spiegare le leggi che lo governano.
In modo spontaneo cerchiamo con ostinazione certi schemi, immaginando che dietro di essi ci siano forze invisibili mosse da intenzioni sconosciute.
Probabilmente l’essere umano non si libererà mai della fede nelle superstizioni, così come della fede nella religione, in Dio e così via. Ne consegue che, in qualche momento dell’evoluzione dell’Homo sapiens, abbiamo ricevuto un seme di fede in qualcosa che sta sopra di noi, qualcosa di invisibile, dell’altro mondo. La fede, che sia nelle superstizioni, nella religione o in altre forze soprannaturali, ci dà forza e la convinzione di non essere soli in questo mondo e che ciò che è inspiegabile possa essere spiegato.
Prima pubblicazione (originale polacco): 5 agosto 2012. Scritto da astrologi ed esperti di esoterismo che collaborano con la nostra redazione; rivisto e tradotto per HOROSCOP.SPACE. © Tutti i diritti riservati.
