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La vita dopo la morte: credenze e testimonianze

Życie po śmierci – wierzenia i relacje

Esistono numerose teorie su ciò che accade alla fine della nostra vita nel corpo fisico. Molti spiritisti, studiosi delle scienze occulte e filosofi si interrogano sulla natura dello spirito dopo la morte fisica del corpo.

Secondo il gruppo più ampio di studiosi, al momento della morte l’anima torna a essere spirito. Ritorna nel mondo degli spiriti, che aveva lasciato temporaneamente. Dopo la morte l’anima conserva la propria individualità e non la perderà mai.

In molti si chiedono se l’anima porti con sé qualcosa dal mondo fisico. A parte il ricordo e il desiderio di passare a un mondo migliore, non porta con sé nulla.

Più l’anima è pura, meglio comprende la vanità delle cose che ha lasciato sulla Terra.

Chi crede che dopo la morte l’anima ritorni nel grande Tutto sbaglia, se con questo intende che l’anima perda la propria personalità.

La vita dello spirito è eterna, quella del corpo è transitoria e passeggera. Il distacco dell’anima dal corpo non è sempre doloroso. Spesso, a causa del corpo, soffriamo più in vita che al momento della morte. Le sofferenze che a volte accompagnano la morte sono una delizia per più di uno spirito che si libera dalla materia. Nella morte naturale, per esaurimento dell’organismo, l’uomo lascia la vita senza nemmeno accorgersene.

Molti studiosi si chiedono se il distacco dell’anima dal corpo sia un passaggio istantaneo e brusco. Secondo i più, l’anima si libera lentamente e se ne va.

In vita lo spirito è unito al corpo da un involucro semimateriale, il perispirito. La morte distrugge soltanto il corpo, ma non questo involucro, che si stacca al termine della vita organica. Le ricerche mostrano che il distacco del perispirito al momento della morte non è improvviso né completo, ma avviene piuttosto lentamente e con velocità molto diverse.

In alcune persone avviene abbastanza in fretta e si può dire che il momento della morte sia durato qualche ora. In altre, soprattutto in chi ha vissuto una vita del tutto materiale e sensuale, il distacco è tutt’altro che rapido e spesso dura giorni interi, settimane e perfino mesi.

Quanto più in vita lo spirito si è legato alla materia, tanto più gli sarà difficile liberarsene.

I risultati delle osservazioni compiute su singole persone al momento della morte mostrano anche che, per alcuni, la separazione dell’anima dal corpo è piuttosto dolorosa e dura a lungo. Succede però molto di rado, soprattutto nei suicidi.

Ci sono casi in cui, durante l’agonia, l’anima ha già lasciato il corpo, nel quale resta ancora la vita organica. L’uomo allora non ha più coscienza di sé, eppure in lui rimane ancora lo spirito vitale.

Una domanda importante è quali impressioni provi l’anima nel momento in cui si rende conto di essere uno spirito. Secondo molti studiosi dipende da come si è vissuto. Chi ha fatto consapevolmente del male può provare vergogna per ciò che ha fatto. Per l’uomo giusto le cose vanno in modo completamente diverso: la sua anima si sente libera da ogni peso e non teme di guardare in faccia la vita.

Alcuni spiriti, dopo la morte fisica, vengono accolti dai loro antenati e dai propri cari già scomparsi.

Al momento della morte, all’inizio, tutto è confuso. L’anima ha bisogno di tempo per riprendersi e comprendere la propria condizione. Il periodo di smarrimento che segue la morte varia moltissimo: può durare qualche ora, ma anche qualche mese e perfino alcuni anni. Dopo una morte improvvisa e violenta, lo spirito è colto di sorpresa, cade in una sorta di sonno e non crede di essere morto. Lo nega, pur vedendo che non agisce più nel mondo della materia. Per chi non ha la coscienza pulita, lo stato di passaggio oltre è incerto e pieno di inquietudine.

Prima pubblicazione (originale polacco): 14 agosto 2014. Scritto da astrologi ed esperti di esoterismo che collaborano con la nostra redazione; rivisto e tradotto per HOROSCOP.SPACE. © Tutti i diritti riservati.

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